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Se non ora, quando? Se non qui, dove? Se non io, se non tu, chi?


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venerdì 9 novembre 2007

Novembre a Roma è il mese dei bei concerti: Terramaris il 15

Hola carissim*,
a quanto pare i miei artisti preferiti si sono messi d'accordo e hanno deciso quasi tutti di fare un concerto a novembre: il 15 novembre sarà la volta dei Terramaris alla Locanda Atlantide (Via dei Lucani 22/b - Zona San Lorenzo) che presenteranno il loro ultimo disco Lovodepongo. La loro musica naviga molto sulle acque del mediterraneo con forti influenze rock e jazz; un'esperienza da provare. Costo del biglietto 3 €; per l'occasione, acquistando il cd l'ingresso il concerto sarà gratuito: disco più biglietto 10 €.
Caire atque vale
Giuseppe

mercoledì 7 novembre 2007

Tre gran bei concerti a Roma il 7, l'8 e e l'11 novembre

Hola carissim*,
altre segnalazioni di gran bei concerti a Roma da andare a sentire.

Stefano Di Battista

Cominciamo il 7 novembre, quando all'Auditorium di Roma nell'ambito della rassegna
Roma Jazz Festival "MetaSax" il sassofonista Stefano di Battista si esibirà nel concerto per la presentazione del suo ultimo disco "Trouble Shootin", che uscirà nei negozi nei prossimi giorni ed è già disponibile su iTunes, dal quale l'ho scaricato (acquistandolo regolarmente) per la gioia sublime delle mie orecchie (costo del biglietto € 16,00).

Francesco Camattini

L'8 novembre alle 22.00 sarà invece il turno di Francesco Camattini in concerto al Lian Club (Via degli Enotri, 6 - zona San Lorenzo); che dire: il suo ultimo disco "Fine della storia" lo trovate indicato qui a destra nell'elenco delle "Cose che porterei con me se...", quindi fate un po' voi (costo del biglietto 4,00 €). Inoltre l'11 novembre alle 19.00 Francesco farà anche un concerto presso la FNAC di Napoli (Via Luca Giordano, 59).

Filippo Gatti e Tommaso Lòstia

Per chiudere l'11 novembre alle 22.00 con il concerto di Filippo Gatti e di Tommaso Lòstia presso il Traffic Live Club (Via Vacuna, 98 - Zona Stazione Tiburtina); Tommaso Lòstia non lo conosco, ma le canzoni che ho ascoltato sul suo myspace mi sono piaciute; in quanto a Filippo Gatti, invece, spero che qualcuno di voi si ricordi degli Elettrojoyce di cui era il leader; oggi Filippo è di certo uno dei migliori cantautori e poeti italiani, che volontariamente sceglie strade poco battute e assolutamente non commerciali (costo del biglietto € 5,00 + tessera).

Caire atque vale
Giuseppe

Daniel Amit: uomo di scienza , uomo di pace

Hola carissim*,
ci sono delle persone la cui morte ti provoca un senso di sgomento e solitudine anche se le hai conosciute solo per fama. Il professor Daniel Amit, fisico di fama mondiale e costruttore di pace e dialogo in una terra quotidianamente devastata dall'odio come è il territorio israelopalestinese, morto domenica scorsa, è sicuramente una di queste; lo sgomento e la solitudine sono poi amplificati dal sapere che causa della morte di Amit è un atto di suicidio.
L'idea che una persona che ha combattuto per tutta una vita le ingiustizie del mondo all'improvviso si arrenda così è per sconvolgente; riprovo in questi giorni le stesse sensazioni che provai quando, il 3 luglio 1995, ricevetti la notizia del suicidio di Alex Langer; il biglietto, che Langer lasciò ai familiari e a noi tutti, recitava poche parole: "Non siate tristi, continuate in ciò che è giusto."; queste parole oggi affondano ancora di più nella nostra quotidianità.
Sotto trovate i ricordi di Amit pubblicati su "Il Manifesto" e su Liberazione, più un suo articolo di aprile 2002 per "La rivista del Manifesto".
Che la terra sia lieve a quest'uono di scienza e di pace.
Caire atque vale
Giuseppe

Il Manifesto

Liberazione 1

Liberazione 2

Articolo di Daniel Amit per "La Rivista del Manifesto" - aprile 2002

domenica 4 novembre 2007

Prostituzione Dalla Nigeria a un marciapiede italiano. Una ex prostituta si racconta

Hola carissim*,
l'articolo che segue è tratto dal quotidiano "Il Manifesto" di sabato 3 novembre; il tema è uno di quelli che più mi stanno a cuore; sono infatti convinto che queste ragazze siano tra le maggiori vittime da una lato della globalizzazione capitalistica dove tutto, vita umana compresa, è ridotta a merce, dall'altro della nostra strisciante ipocrisia benpensante e razzista.
E non mi si dica che la soluzione consiste nel riaprire i bordelli: per strada o al chiuso nel 99% dei casi si tratta sempre e comunque di bieco sfruttamento nei confronti di una donna che si trova in una situazione di disperazione; l'unica soluzione dal punto di vista di noi singoli cittadini (nello specifico cittadini maschi) è quella di non essere nel modo più assoluto partecipi a questo sfruttamento; dal punto di vista istituzionale è quella di restituire loro la dignità, che gli è stata strappata, mettendo in campo reali opportunità di uscita dall'inferno.
Caire atque vale
Giuseppe

«Sognavo l'Italia, non la schiavitù»
In strada arrivano anche i pazzi e i violenti, e ogni sera a una di noi capita una rapina o uno stupro Otto clienti va bene, dieci è meglio, da dodici in su fisicamente sei distrutta. Con cinque non c'è lavoro
Isoke Aikpitanyi

Gladys piange. Ha sì e no vent'anni ed è magra come un filo d'erba. Magra, sporca, con un incisivo spaccato a metà. Dice che gliel'ha rotto un cliente, con un pugno. Dice: «Voleva indietro i soldi e io ho detto di no, e allora mi ha picchiata e poi violentata e poi si è preso i soldi e mi ha lasciata lì». Gladys piange. E' arrivata un anno fa dalla Nigeria, ha camminato e camminato per diciannove mesi, l'hanno fatta passare attraverso il Libano e ora si ritrova qui, a sbattere sulle strade intorno a Orte. L'ha fatta arrivare sua cugina. Le aveva promesso una casa e un lavoro in cambio di 60 mila euro, e poi le ha dato un paio di mutande e poi l'ha messa qui, sulla strada. Gladys ha il permesso di tornare a casa solo il fine settimana, e solo se porta abbastanza soldi. Gli altri giorni vive in strada. Dorme, si cambia, si lava in treno, andando da un paese all'altro, da un marciapiede all'altro. Lavora 15, 16, 17 ore al giorno. Piange. «Non è vita, non è vita, aiutami tu».
Io, Isoke. Cosa posso fare, io, se non raccontare la sua storia? Che poi è anche la mia, è la storia di tutte le migliaia di ragazze che partono da Benin City piene di speranza e poi eccole, le vedete sulle vostre strade giorno e notte, su quei tacchi ridicoli, con quella carne di fuori. Sette giorni su sette, per dieci-dodici ore al giorno, per 365 giorni l'anno. Per due-tre anni, fino a che non hanno pagato i 50-60 mila euro del debito. Trattate come schiave. E credetemi: non sto inventando niente. Io, Isoke Rose Ovbhokan Aikpitanyi, di anni 28, non avrei mai potuto inventare una storia così. La mia stessa storia. Terza di otto figli, con genitori separati. In casa non c'era mai da mangiare per tutti. Io guardavo la televisione e sognavo il paradiso, l'Europa dei bianchi dove tutto, dicevano, era così bello e così facile. Guardavo i manifesti dentro le agenzie turistiche. Sognavo. Avevo vent'anni. E un giorno sono entrata.
«Vuoi partire?» «Non ho soldi». «Un modo c'è, se sei una ragazza sveglia». Il modo c'era. Un'organizzazione trovava casa e lavoro in Europa, bastava impegnarsi a pagare i soldi del servizio. Per me erano 30 milioni, otto anni fa. Avrei fatto la commessa in un supermercato a Londra. «Ti va bene?» «Benissimo». A Londra mi hanno tenuto rinchiusa per settimane, insieme a molte altre. Del lavoro non c'era traccia. Però c'erano le telefonate: «La merce è arrivata, manda i soldi»; «se non la prendi tu, la vendiamo a qualcun altro». Parigi, Amsterdam, Berlino... Merce? Quale merce? Noi quasi impazzivamo per la paura. Cosa stanno vendendo? A chi? E soprattutto: perché?
Mi hanno detto che il mio lavoro era a Torino e mi hanno messo su un pullman. Sono scesa alla stazione di Porta Nuova. Dopo una settimana mi hanno dato un paio di mutande e un paio di scarpe coi tacchi altissimi. «Sul posto di lavoro si mette questo» hanno detto. Il posto di lavoro era un marciapiede. C'era la neve. «Non è possibile non è possibile non è possibile». Riuscivo solo a pensare questo: non è possibile. Ma ero senza soldi e senza documenti, e l'unica parola che sapevo di italiano era vaffanculo. Avevo il debito da pagare e si sa cosa succede alle ragazze che non vogliono pagare. Come la mia compagna di stanza, Itohan. Le hanno ammazzato un fratello in Nigeria perché lei non voleva stare sul marciapiede. Ha tenuto duro. Dopo un mese è sparita. Un cane l'ha trovata che era morta già da tempo, un cadavere mangiato dai topi dentro un capannone abbandonato alla periferia di Torino. Ditemi che cosa potevo fare d'altro. Ho chinato la testa, come tutte le altre, e ho cominciato anch'io la mia vita in Italia.
Su quel marciapiede sono rimasta quasi tre anni, prima di riuscire a scappare. Ora vivo ad Aosta, ho un compagno italiano, insieme abbiamo creato un'associazione contro la tratta che si chiama «La ragazza di Benin City». Sto pensando di sposarmi e anche di avere un figlio. Sei fortunata, mi dico. Ma le mie compagne sono ancora lì, a battere. Anche adesso che mi state leggendo, a migliaia, sono in giro per l'Italia e battono su quel pezzo di marciapiede per cui gli fanno pagare anche 250 o 300 euro al mese. Se non guadagnano abbastanza, sono botte. Se non vogliono lavorare, sono botte. Vanno al lavoro con i denti rotti, con gli occhi pesti. E in strada la gente gira gli occhi o gli tira l'immondizia, grida degli insulti. «Tornatene a casa, sporca negra». In strada arrivano i clienti e non gliene frega niente. «Quanto vuoi?»
In strada arrivano anche i pazzi e i violenti, e ogni sera a una di noi capita qualcosa, una rapina o uno stupro. Ma a chi importa? Vai all'ospedale quando proprio sei in fin di vita, e non è che ti trattino molto bene. Arriva il piantone, prende svogliatamente una denuncia che già sai finirà in niente. Poi a te danno il foglio di via. Sei la vittima e vieni trattata come un colpevole, spazzatura da cui ripulire le strade, e chissenefrega del tuo destino.
Da quando sono in Italia, ho fatto il conto con i giornali e con la tivù, almeno 200 ragazze nigeriane sono state trovate morte, uccise dai clienti o dal racket. E parlo solo di quelle che hanno trovato; di quelle sparite nel nulla non so dire niente. Non so dire neanche quante sono state rimandate a casa col rimpatrio forzato, in mutande e con le scarpe ridicole, così come le hanno prese sulla strada. So però che molte sono finite in prigione, e che le famiglie si vergognano di loro talmente tanto che neanche vanno a pagare la multa per liberarle. Anzi, le maledicono.
Così, quando escono dalla galera, l'unica cosa che possono fare queste ragazze è andare a sbattere intorno agli alberghi dei ricchi per pagarsi un altro viaggio verso l'Italia. Noi non lo sappiamo, quando partiamo da Benin City piene di speranza. Non sappiamo che il nostro è un viaggio dentro la schiavitù e dentro l'orrore, ma soprattutto un viaggio da cui non c'è possibilità di ritorno.
In Italia la nostra vita è battere. Prigioniere.Casa-marciapiede-casa-marciapiede. Mai un cinema, una discoteca, un supermercato. Noi non dobbiamo mescolarci ai bianchi, gli ordini sono chiari. Con i bianchi l'unico scambio possibile è «quanto vuoi», «venticinque euro». In certe zone d'Italia sono solo dieci, o anche cinque. «Va bene, sali». E tu sali. «Quanto hai guadagnato stasera? Quanti clienti hai fatto?»
Otto clienti va bene, dieci è meglio, da dodici in su fisicamente sei distrutta. Cinque clienti vuol dire che non c'è lavoro. Così quando qualcuno ti offre il doppio per farlo senza preservativo, pur di non prendere le botte dici di sì. Se poi rimani incinta ti fanno abortire in casa, a tuo rischio e pericolo. Ma a volte qualcuna decide di tenere il bambino, e la fanno rimanere sulla strada fino a poche ore prima di partorire. «Non sei mica incinta nelle mani» dice la maman che la controlla. E per le donne incinta i clienti fanno la fila. Anche se hanno la pancia così e le caviglie gonfie: c'è la fila. Poi finalmente partoriscono, ovviamente in casa, di nascosto, e questo figlio diventa la catena peggiore. Non pensano più a scappare o a ribellarsi, pensano solo a lavorare e a fare soldi e a correre a casa. Se non portano abbastanza soldi, il figlio non glielo fanno neanche vedere. Inutile piangere. Inutile.
Io una via d'uscita l'ho cercata, e come me le tante ragazze di Benin City che di questa vita di Italia non ne possono più. Un cliente che era una persona per bene (ce ne sono tanti, dovete credermi) mi ha portato in due associazioni a cercare aiuto. Hanno detto che c'era l'articolo 18, che se denunciavo i miei sfruttatori potevo avere il permesso di soggiorno. «Ma io non posso fare la denuncia, quelli hanno già minacciato la mia famiglia. Non voglio che ammazzino mia madre o i miei fratelli». «Si vede che non sei ancora decisa. Torna il mese prossimo». Il mese dopo sono tornata. «Allora, questa denuncia?» «Non posso». «Pensaci ancora. Ci vediamo tra un mese». Alla fine non sono tornata più.
Oggi ho un permesso di soggiorno come colf, sono riuscita ad averlo con l'ultima sanatoria. Ma di pulizie ne faccio poche. Il mio lavoro vero, ormai, è quello di andare in giro a parlare, a raccontare, a spiegare. A dire: la schiavitù esiste, vedete, e io ero una schiava. Una prostituta schiava. Le prime volte mi mancava la voce, quasi morivo dalla vergogna e dall'imbarazzo. Oggi non più. Guardo la gente in faccia e penso a Gladys, a Itohan, alla ragazza che ero e alla trappola in cui tutte siamo finite. Ascoltateci, dico. Una storia come la nostra non si cancella. Non si dimentica, non si supera, non ci si viene mai a patti. E non basta lasciare la strada, trovare un compagno, chiudere la porta di casa e andare a letto, per tenere fuori dal cuore i ricordi e il dolore. Per questo io, Isoke, ho deciso di alzarmi in piedi e parlare. Di dire a tutti: adesso vi racconto cos'è la tratta. Io l'ho vissuta. Sono una sopravvissuta. Ascoltatemi.
Sono la prima che in vent'anni ha avuto il coraggio di farlo, mettendoci il nome e il cognome e la faccia. Ho portato la mia faccia persino da Bertinotti, che mi ha stretto la mano, e da Ferrero, che per un'ora ha ascoltato la mia storia. Ho messo la mia faccia e il mio nome anche sulla copertina di un libro, «Le ragazze di Benin City», e ora la porto in giro in tutta Italia, a parlare nelle scuole e nelle librerie, nelle associazioni di donne e ai seminari di Amnesty. Ogni volta in sala vedo che qualche donna, ascoltandomi, si mette a piangere. E' giusto, dico. Abbiamo pianto tanto anche noi.
Gladys piange a Orte. Osas piange a Torino. E Stella, e Rosemary, e Jessica, e Pamela... Quante ce ne sono. Quante. Troppe. Vengono a cercarmi spaventate, si passano il mio numero di telefono l'una con l'altra. Chiedono aiuto. «Di te mi fido» dicono. Ma cosa posso fare, io, se non raccontare le loro storie? Posso solo dire, a chi mi ascolta: liberatele. Date loro i documenti, e la scuola, e un lavoro. Tiratele via dal marciapiede, oggi, subito, prima che muoiano dentro; prima che dicano, come in tante hanno già detto: «Il mondo gira così, che cosa vuoi farci».
Allora, una volta finito di pagare il debito, compreranno anche loro una ragazza, o due, o tre, e poi faranno i soldi sulla carne fresca in vendita. E' così difficile da capire? Sì. Forse è difficile. Così difficile che, da anni, inutilmente io cerco di aprire una piccola casa d'accoglienza ad Aosta. Una casa per le vittime, gestita dalle ex vittime, per le tante Gladys ed Essohè e Jessica che aiutandosi l'una con l'altra, da vittima a vittima, possono provare a rimettere insieme i pezzi della loro vita. Ho bussato a mille porte; mille volte me le hanno chiuse in faccia. Non importa. Sono convinta che la storia sia dalla mia parte. Per questo non mi stanco di dire a tutti: è possibile. Ascoltatemi. Liberatele.

L'autrice Isoke Aikpitanyi: Dalla strada all'impegno sociale

Isoke Aikpitanyi, nata a Benin City (Nigeria) 28 anni fa, è arrivata in Italia a vent'anni. Le avevano promesso un lavoro di commessa in un negozio, ma si è ritrovata invece a vivere in schiavitù e a prostituirsi, come racconta nell'articolo in questa pagina che è la sua storia. Isoke, a differenza di tante altre, ha avuto il coraggio di denunciare la sua condizione (anche grazie all'aiuto di un cliente) e vive ad Aosta, dove sta creando la prima casa di accoglienza per le ragazze nigeriane di strada. Contemporaneamente alla sua attività sociale, nella vita ora fa la colf. Ha scritto «Le ragazze di Benin City» (Melampo editore), un libro autobiografico sulla tratta delle schiave dall'Africa verso l'Italia e sulla loro vita nel nostro paese, da un mese in libreria. Il testo che vedete in questa pagina è stato raccolto dalla giornalista e scrittrice Laura Maragnani, che con lei ha realizzato il libro.

martedì 30 ottobre 2007

Sabato 3 novembre: "L'armata al Brancaleone"

Hola carissim*,
sabato 3 al Brancaleone (Via Levanna, 11 - Zona Montesacro)serata di musica e teatro: ci saranno Filippo Gatti, Riccardo Sinigallia, Andrea Rivera e Rocco Papaleo. A mio modesto giudizio "l'attrattiva" più forte della serata è il cantautore Filippo Gatti, di cui vi ho già segnalato il concerto dell'11 novembre qualche post più sotto. costo del biglietto 7,00 €.
Caire atque vale
Giuseppe







giovedì 25 ottobre 2007

Appello per salvare la Selva di Paliano

Hola carissim*,
mi è pervenuto un appello, il cui testo trovate subito sotto e che ritengo assolutamente condivisibile e che ho sottoscritto.
Vi invito a fare altrettanto.
Caire atque vale
Giuseppe

Tra poco più di un mese la Selva di Paliano, l'ex parco a due passi da Roma, per trenta anni oasi naturale dove osservare libere decine di specie di uccelli, luogo visitato da circa nove milioni di persone, bosco che ha ospitato il set di 'Non ci resta che piangere', verrà venduta all'asta in 31 lotti.
Sto dando una mano agli amici dell'associazione 'Il Grillo Parlante', organizzando una raccolta di firme cartacee da presentare al Ministro dell'Ambiente, visto che nella più totale illegalità (e indifferenza delle istituzioni e degli enti) si sta già procedendo alla spartizione di alcune aree.
Il filmato da me girato pochi giorni fa lo testimonia.

http://www.youtube. com/watch? v=E_hWGEgVH7c
E' necessario preservare il Parco dallo smembramento che porterebbe i soliti ignoti palazzinari a farne quello che vogliono.


Sul sito anche la possibilità, con un semplice click, di inviare una mail di protesta, da sottoscrivere, al Ministro Pecoraro Scanio.

Da oggi chi vuole può sottoscrivere la petizione on
-line!

http://www.petitiononline.com/SELVA/petition.html

http://www.assgrilloparlante. com

Sbrighiamoci che il tempo stringe,
l'asta è fissata per la fine di ottobre 2007!!

lunedì 22 ottobre 2007

Film dei Sigur Ròs "HEIMA": Biglietti esauriti

Hola carissim*,
ieri mattina sono andato allla Festa del Cinema di Roma per acquistare i biglietti per il film dei Sigur Ròs, ma erano già esauriti sia quelli per martedì sera che quelli per mercoledì pomeriggio; vista l'eccezionale richiesta avevano messo in vendita biglietti per posti in piedi per la proiezione di martedì sera, ma personalmente non me la sono sentita di prenderli e comunque anche questi erano in via di esaurimento.
In attesa della uscita di Heima nelle normali sale cinematografiche, un assaggio della loro musica per chi non li conosce:

Sigur Ròs - MySpace

Caire atque vale
Giuseppe

domenica 21 ottobre 2007

Lezioni di Rock. Viaggio al centro della musica 2007/2008

Hola carissim*,
domenica 4 novembre p.v. ricominceranno le Lezioni di Rock di Ernesto Assante e Gino Castaldo presso l'Auditorium di Roma; argomento della lezione del 4 novembre sarà il disco dello storico concerto di Woodstock.
L'appuntamento con le Lezioni di Rock avrà cadenza bisettimanale, con orario di inizio le 11.00 per un paio di ore durante le quali viaggiare nei meandri della musica che ci accompagnato da quando siamo nati; qui trovate il
Calendario completo della rassegna.
Caire atque vale
Giuseppe

venerdì 19 ottobre 2007

Martedì 13 ottobre ore 20.30 - Festa del Cinema di Roma: Proiezione del film dei Sigur Ròs

Hola carissim*,
martedì prossimo alle 20.30 (ed il giorno dopo ale 14.30, nell'ambito della Festa del Cinema di Roma) al Teatro Studio dell'Auditorium di Roma verrà proiettato Heima, il film del gruppo musicale islandese dei Sigur Ròs:

Heima

A seguire il film sarà proiettato in tutta italia.
Ho avuto modo di vederne qualche pezzo e ne sono rimasto estremamente affascinato sia dai suoni che dalle immagini.

I Sigur Ròs fanno una musica le cui caratteristiche sono sicuramente il legame con una terra estrema come è l'Islanda, ma anche un ferreo rigore stilistico ed intellettuale e la forte essenzialità che la porta ad assumere tonalità morbide e ieratiche, ma molto coinvlogenti.

Di seguito vi indico qualche link per poterli conoscere meglio:

Sigur Ròs - Sito Italiano

Staralfur

Altre notizie interessanti le trovate cercando Sigur Ròs su Wikipedia

Caire atque vale
Giuseppe

P.S.: mi hanno riferito che il chiosco di fronte l'Auditorium fa un ottimo kebab...

AGGIORNAMENTO DEL 21 OTTOBRE: I BIGLIETTI SONO GIA' ESAURITI...

mercoledì 17 ottobre 2007

Piccola aggiunta su Thomas Sankara

Alla fine, pur indicandolo nel palinsesto, lunedì scorso History Channel ha mandato in onda un documentario sui criminali nazisti...
Secondo il loro sito la prossima messa in onda sarà venerdì 19 ottobre 2007 alle 15.00 (ergo alle 16.00 su History Channel+1)

PETIZIONE PER SERVIZI PUBBLICI DI ALTA QUALITA’ ACCESSIBILI A TUTTI

I servizi pubblici sono essenziali in Europa per la coesione sociale, economica e regionale. Questi servizi devono essere di alta qualità e accessibili a tutti. Fino a questo momento, le uniche opzioni avanzate per lo sviluppo dei servizi pubblici sono state la privatizzazione e la liberalizzazione (particolarmente in settori come l’Energia, le Poste e le Telecomunicazioni). E’ tempo di trovare soluzioni diverse!

Per questo chiediamo alla Commissione di proporre una legislazione europea sui servizi pubblici, così definita:

che dia priorità all’interesse generale proprio dei servizi pubblici;
che garantisca la possibilità per tutti di accedere ai servizi pubblici;
che rafforzi i servizi pubblici, in modo che siano garantiti i diritti dei cittadini;
che garantisca una migliore certezza giuridica, che consenta lo sviluppo della missione di servizi pubblici essenziali;
che dia ai servizi pubblici una solida base legale perché siano immuni dagli attacchi ideologici dei sostenitori del libero mercato.

Chi desidera firmare, può collegarsi alla pagina della petizione dove in alto a destra c'è da inserire nome, indirizzo e-mail, scegliere la nazione Italia ed inviare. Successivamente riceverete al vostro indirizzo e-mail un messaggio che deve essere aperto per completare l'adesione alla petizione.

Convegno: "Ripubblicizzare l'acqua: Se non ora, quando?"

RIPUBBLICIZZARE L’ACQUA : SE NON ORA, QUANDO ?
Convegno nazionale promosso dal Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua
GIOVEDI’ 25 OTTOBRE 2007 ore 14,30 - 19.00
Piazza Montecitorio n. 123/a - ROMA



Comunicazioni introduttive di :


Marco Bersani “Si scrive acqua si legge democrazia”

Emilio Molinari “ Acqua : una battaglia planetaria”

Corrado Oddi : “Strategie per la ripubblicizzazione e la gestione partecipativa”

Renato Di Nicola : “L’acqua dal basso : le vertenze territoriali e il ruolo degli Enti locali”


Sono previsti interventi di Maurizio Acerbo, Loredana De Petris, Augusto De Santis, Sara Giorlando, Sergio Giovagnoli, Rosario Lembo, Angelo Lomaglio, Alberto Lucarelli, Walter Mancini, Vincenzo Miliucci, Riccardo Petrella, Riccardo Rifici, Sara Vegni e Alex Zanotelli.

Sono invitati partiti, deputati e senatori

venerdì 12 ottobre 2007

mercoledì 10 ottobre 2007

15 ottobre 2007: 20° anniversario della morte di Thomas Sankara

Hola carissim*;
lunedì prossimo 15 ottobre 1987 cadrà il 20° anniversario della morte di Thomas Sankara, fondatore del Burkina Faso, "lo stato degli uomini integri"; il suo motto più famoso resta sicuramente "Osiamno inventare l'avvenire" e di lui Sennen Andriamirado, giornalista del Madagascar, ha scritto: “E’ morto Sankara, un presidente non come gli altri. E’ stato forse un incidente della storia. Però, un incidente felice”.
Mi piacerebbe avere tempo sufficiente per scrivervi in prima persona di questa luminosa cometa che ha attraversato la storia della seconda metà del XX secolo, purtroppo non ce l'ho e sono costretto a rimandarvi ad un intervento che ho trovato sul sito di "Giovani e missione" e che mi è piaciuto molto:

Thomas Sankara su giovaniemissione.it

Altro materiale interessante lo potete trovare sul sito della casa editrice a lui intitolata:

Sankara Edizioni

oppure sulla pagina italiana del sito del suo biografo "ufficiale" Bruno Jaffrè:

Thomas Sankara

Ho dato un'occhiata anche alla voce a lui dedicata su Wikipedia Italia, ma non mi è piaciuta molto (un po' limitativa e superficiale), spero in un futuro prossimo di riuscire ad apportarvi qualche modifica; nel frattempo:

Thomas Sankara su Wikipedia

Per chiudere vi segnalo il documentario "Thomas Sankara, il Che Guevara africano" che stanno trasmettendo in questi giorni su History Channel e History Channel+1 (canali 407 e 408 del decoder Sky); personalmente non mi piace molto l'accostamento tra le due figure rivoluzionarie in quanto abbastanza diverse tra loro e che, secondo me, fa torto ad entrambe; inoltre il titolo mi sa tanto del merchandising un po' d'accatto cui il rivoluzionario argenti è stato tristemente ridotto dalla nostra stupidità e ignoranza. Comunque chi lo ha già visto mi ha detto che è molto bello, per cui vi segnalo date e orari in cui verrà ritrasmesso (per gli orari di trasmissione su History channel+1 aggiungere un'ora a quelli indicati); io penso di registrarmelo su dvd.

Caire atque vale
Giuspepe




giovedì 31 maggio 2007

Domenica 3 giugno 2007: II° Edizione Motoraduno Del Drago

Il MC Coordinamento Motociclisti vi invita alla
seconda edizione del MOTORADUNO DEL DRAGO che si
svolgerà a Monterosi VT domenica 3 giugno 2007.

Il programma è il seguente:

Ore 08,00 Inizio iscrizioni e colazione per gli
iscritti in Piazzale dello
Sport
Ore 10,30 Chiusura iscrizioni
Ore 11,00 Partenza per il giro turistico del Lago di
Vico
Ore 12,00 Sosta per aperitivo presso Centro Sportivo
Bella Venere
Ore 14,00 Pranzo a prezzo convenzionato presso la Sala
Polivalente del
Comune

Ore 16,00 Premiazioni per i tesserati FMI
Ore 16,30 Estrazione dei premi
Ore 17,30 Saluto del Presidente ai partecipanti e
chiusura della
manifestazione

Il raduno si svolgerà secondo le regola della FMI ed
avrà luogo con ogni
condizione di tempo.

Il raduno è aperto a tutti e a tutti i tipi di moto a
due, tre e quattro
ruote!

I partecipanti all'atto stesso della propria
iscrizione sollevano il Moto
Club CM, gli organizzatori e collaboratori da ogni
responsabilità diretta
ed indiretta per quanto possa accadere a se stessi,
alle proprie cose, a
terzi in dipendenza dall'effettuazione della
manifestazione stessa. La
manifestazione si svolgerà su strade normalmente
aperte al traffico
originario, pertanto, tutti i veicoli iscritti al
raduno dovranno essere
in regola con il vigente codice della strada, i
conducenti dovranno
attenersi al medesimo e comunque alle indicazioni
specifiche fornite
dall'organizzazione.

La quota d'iscrizione è di €. 7,00 per i tesserati FMI
e di €. 8,00 per i
non tesserati FMI e comprende: ricordo della
manifestazione, colazione ed
aperitivo. A tutte le iscritte verrà consegnato un
omaggio.
Pranzo convenzionato a €. 15,00.

Durante il pranzo sarà possibile seguire il Campionato
della MOTOGP su
maxischermo

Per tutta la durata della manifestazione saranno in
funzione il servizio
di ambulanza della Croce Rossa Italiana e di furgone
attrezzato per
recupero mezzi di SOS Moto

Verranno effettuate le seguenti premiazioni per i soli
tesserati FMI: 1°,
2°, 3°, 4° e 5° classificato Classifica A
1°, 2°, 3°, 4° e 5° classificato Classifica B
1°, 2°, 3°, 4° e 5° classificato Classifica C
Premi speciali
Moto più “particolare”
Conduttore e conduttrice più giovane
Conduttore e conduttrice meno giovane

Fotografo ufficiale della manifestazione El Magico
(Andrea Umani)

Maggiori informazioni sul forum all'indirizzo
http://mccm.forumup.it o sul sito del motoclub
all'indirizzo
www.motoclubcm.org dove è possibile scaricare i
volantini con i programmi in formato PDF sia in A4 che
A5

Vi aspettiamo numerosi

venerdì 20 aprile 2007

Conferenza stampa su sicurezza stradale

Hola carissim*,
ieri ho assistito alla conferenza stampa sulla sicurezza stradale convocata dall'Associazione di Consumatori CODICI di concerto con l'Assessorato alla Tutela dei Consumatori ed alla Semplificazione Amministrativa della Regione Lazio. In tale conferenza CODICI ha presentato i dati raccolti nel Lazio dal suo Osservatorio sulla Sicurezza Stradale.
Elenco brevemente i punti salienti emersi durante la conferenza stampa:

0. Gli organi preposti alla rilevazione degli incidenti sono molteplici (PolStrada, Polizia Municipale, Carabinieri, Prefetture) e ciascuno ha un proprio database non integrato con quelli degli altri, ciò rende l'elaborazione dei dati alquanto complessa, CODICI si è avvalsa dei soli dati della Polizia Stradale, ma auspica un'unificazione a livello regionale dei database con i dati degli incidenti;
1. il Lazio risulta essere al secondo posto tra le regioni italiane per decessi derivanti da incidenti stradali;
2. nonostante una diminuzione del numero di incidenti nel Lazio sono aumentati i decessi ed il numero dei feriti;
3. i punti critici (ovvero a maggior frequenza di incidenti) individuati nel 2005, sono rimasti tali anche nel 2006 con qualche ampliamento, praticamente ad oggi nulla è stato fatto dalle istituzioni competenti per aumentare la sicurezza stradale in tali punti critici;
4. il maggior numero di incedenti avviene all'interno dei centri urbani tra le 8.00 e le 9.00 am; questo vuol dire che raramente la velocità è causa dell'incidente, ovviamente la velocità incide sulla gravità degli effetti dell'incidente stesso;
5. la percentuale di incidenti (e di decessi)in cui è coinvolto un mezzo a due ruote è di gran lunga superiore alla percentuale di tali mezzi rispetto all'intero numero di mezzi circolanti;
6. il 30% degli incidenti in cui sono coinvolti mezzi a due ruoti ha origini di tipo ambientale (maltempo, strade dissestate, etc. etc.)
7. la Polizia Stradale non ha fornito il dettaglio dei dati per i mezzi a due ruote relativo agli incidenti avvenuti all'interno della Provincia di Roma, ma ha reso disponibile solo il dato totale;
8. il Comune di Roma, a fronte di 22 milioni di euro incassati dalle contravvenzioni, ne ha spesi solo 8 per la manutenzione stradale.

L'Associazione di Consumatori CODICI organizzerà per settembre una manifestazione con corteo di motociclisti a Roma sul tema della sicurezza stradale per i mezzi a due ruote; il titolo di tale manifestazione sarà "Sono un'utente della strada, non un bersaglio".

Lampos a tod*s
Giuspepe
specifica

giovedì 19 aprile 2007

Petizione On-Line per la sicurezza stradale dei motocilcisti

Hola carissim*,
ha cominciato a girare una petizione on-line rivolta al Ministero dei Trasporti per la sicurezza stradale dei motociclisti, mi sembra cosa buona e giusta:

Testo della petizione


Lampos a tod*s
Giuspepe

mercoledì 18 aprile 2007

22 aprile: concerto di chitarra classica


IIIª RASSEGNA INTERNAZIONALE

“CONCERTI DI

CHITARRA CLASSICA”

Chitarrista

ANDREA GALLO

Musiche di Bach, Handel, Scarlatti, Aguado, Ponce, Albeniz

DOMENICA 22 APRILE ORE 19,45

Basilica di San Saba

Piazza G.L.Bernini 20

INGRESSO A LIBERA SOTTOSCRIZIONE

martedì 17 aprile 2007

28 e 29 aprile 2007: TestRide Moto BMW



Per i non romani direi di provare al numero verde indicato nell'immagine sopra riportata
Lampos
Giuspepe